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Geologia

Le creste del Monte Baldo

La forma attuale del Monte Baldo deriva dall’interazione di due fenomeni apparentemente in contrasto tra loro, ma che in realtà “collaborano” da milioni di anni nel modellamento della montagna: da un lato c’è la tendenza “costruttiva” data dal sollevamento della catena montuosa, che continua ancora oggi (fenomeno endogeno); dall’altro lato troviamo tutto un complesso insieme di fenomeni diversi di tipo erosivo che tendono al “disfacimento” della montagna (fenomeni esogeni). Di questi, alcuni sono stati importanti in passato, ma hanno cessato la loro attività, anche se possiamo riconoscere oggi i segni evidenti della loro azione: si tratta di erosioni e formazioni di detriti legate alla presenza dei ghiacciai nelle passate fasi glaciali, che si sono concluse circa 10.000 anni fa.

I fenomeni che attualmente sono i più attivi nel modificare di continuo la forma del Monte Baldo sono legati soprattutto alla dinamica dell’acqua, sia quella che scorre in superficie (determinando erosione) che quella che percola nelle profondità della roccia. Nella parte sommitale, però, è tuttora importante l’azione di rottura della superficie delle rocce per effetto dell’alternanza gelo/disgelo. L’azione dei fenomeni erosivi è fortemente condizionata dalla natura delle rocce (ovviamente le rocce più tenere subiscono maggiormente l’azione erosiva dell’acqua e del gelo), dalla struttura dei tipi di roccia e dalle forme preesistenti della montagna, in particolare la disposizione degli strati di roccia, che conferisce alla zona sommitale una caratteristica asimmetricità dei due versanti.

Tutto ciò ha fatto sì che lungo la particolarissima linearità del crinale del Monte Baldo (che si allunga da nord-est a sud-ovest) si susseguano una decina di cime superiori ai 2.000 m s.l.m. (M. Altissimo -2079-, Cima delle Pozzette -2132-, Cima del Longino -2179-, Cima Val Finestra -2086-, Cima Valdritta -2218-, Cima del Pra’ della Baziva -2207-, Punta Pettorina -2192-, Punta Telegrafo -2200-, Punta Sascaga -2152-, Vetta delle Buse -2155-, Coal Santo -2072-), alternate a selle che sovrastano le profonde valli e i caratteristici circhi glaciali, in un ambiente eccezionale per il panorama e per le particolarità naturalistiche.

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