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L’uomo e la montagna

Le vie dell’acqua di Caprino

L’acqua è la condizione necessaria, la fonte, la matrice della vita ed infatti in tutti gli antichi miti della creazione, in “principio” era l’acqua. Da sempre affinché vi sia cibo occorre che vi sia acqua: è quindi sempre stato indispensabile investire per garantire la disponibilità e l’uso efficiente delle risorse idriche.

La sorgente più importante nella vallata di Caprino (accanto ad altre di minore portata) è chiamata
Bergola ed è stata canalizzata già in epoca romana. In passato, specie in corrispondenza della crisi economica che a metà del ‘500 colpì i traffici commerciali costringendo i “signori” veneziani che dominavano il nostro territorio ad investire nelle risorse agricole dell’entroterra, questo corso d’acqua rivestiva due importanti funzioni: l’irrigazione di una cospicua superficie agraria (ben 370 “campi veronesi) e la produzione di energia per una trentina di opifici, in particolare molini a grano,
segherie per il legno e magli per la lavorazione del ferro.

Parecchi di questi molini hanno funzionato perfettamente fino a pochi decenni fa: sopravvivono alcune canalette in pietra per la conduzione dell’acqua, qualche ruota o i meccanismi e gli ingranaggi che furono il cardine di artigiani e mugnai.

Queste “vie dell’acqua” ripercorrono antichi tracciati in cui troviamo fontane, lavatoi, molini che testimoniano l’ingegno dell’uomo e il suo modo di organizzare il territorio e le sue  risorse.

da Vie dell’acqua, tra lavatoi, fontane e mulini – Associazione Pro Loco di Caprino Veronese

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